PLEXIGLASS E VETRO: DUE MATERIALI A CONFRONTO

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Usare il Plexiglass o il vetro per proteggere i propri averi o le proprie collezioni potrebbe non essere un dilemma di facile soluzione. Oggi su CollezioniAmo vogliamo aiutarvi proprio a risolvere questo apparente dilemma.

Prima di tutto vi rimandiamo a qualche definizione preliminare, di cui abbiamo già parlato anche su questo blog. Vi basterà comunque ricordare che il plexiglass (polimetilmetacrilato o PMMA) deriva dall’acido metacrilico. È un materiale non tossico né irritante per contatto o ingestione.

Il vetro, invece, è un materiale ottenuto tramite la solidificazione di un liquido non accompagnata dalla cristallizzazione. Come materiale, è entrato già prima del Plexiglass nella storia dell’uomo. A volte è più economico del Plexiglass, resta un materiale fragile (nonostante questa definizione sia stata in parte superata a seguito della lavorazione del vetro temperato), che, come è noto, ad un primo urto può rompersi ed andare in mille pezzi. Il plexiglass è certamente più resistente all’erosione e agli urti, può essere rilavorato e rimesso a nuovo per eliminare i graffi superficiali.

Il vetro, di natura, è riflettente: una caratteristica che può rappresentare un pro, ma anche un contro di questo materiale. Il plexiglass invece riduce i riflessi e garantisce una maggiore trasparenza rispetto al vetro. Ad esempio, proprio grazie a questa caratteristica, viene più spesso usato per la costruzione di acquari.

E cosa dire poi del peso? Di certo il plexiglass è più leggero. Pensate ad esempio dei contenitori per uso alimentare: averne uno in vetro in cucina potrebbe essere più scomodo, soprattutto se ci muoviamo in spazi non molto ampi, a volte frequentati anche da bambini, dove la sicurezza è dunque primaria.

Infine le temperature: per quanto il vetro sia molto resistente alle alte temperature, lo svantaggio però lo troviamo negli sbalzi termici. Spesso, tornando al mondo della cucina, con le teglie in vetro abbiamo sperimentato gli effetti dello shock termico sofferto dal vetro in presenza di due temperature molto diverse. Quante volte ci sarà capitato, anche solo per sbaglio di rovinare e spaccare in due una la teglia appena tolta dal forno e appoggiata magari su un piano di lavoro più freddo?

Il plexiglass, che si modifica ad una temperatura di 100-110° C, è un materiale che invece non soffre i cambiamenti termini: pensate che segue nei suoi “movimenti” la stessa attività e gli stessi principi delle rotaie dei treni. Ecco perché il plexiglass viene più spesso usato per la creazione di elementi di arredo o di comune utilizzo in casa.

A riguardo possiamo fare un’ultima considerazione: cornici, teche, fino alle sedie e ai tavoli possono essere realizzati sia in vetro che in plexiglass. Usando però quest’ultimo materiale, sarete più sicuri e potrete realizzare i vostri elementi di con uno spessore nettamente inferiore rispetto al vetro.

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